Secondo gli 007 americani – CIA, FBI e NSA – il Presidente russo Vladimir Putin avrebbe provato in qualche modo ad influire sull’esito del voto alle ultime presidenziali Usa, quelle che hanno poi decretato la vittoria del repubblicano Donald Trump. Secondo un dossier consegnato al quasi ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, Putin avrebbe ordinato attacchi informatici ad hoc per screditare l’avversaria di Trump, la democratica Hillary Clinton, favorendo così l’elezione del magnate americano, un candidato assai più gradito in terra russa.

Donald Trump, da parte sua, ha sempre rigettato le accuse di eventuali influenze russe sul voto americano. Nelle sue ultime dichiarazioni, però, il nuove Presidente americano avrebbe parzialmente ammesso il fatto che se influenza c’è stata, non avrebbe comunque cambiato il risultato delle elezioni dello scorso novembre, dato che non ci sarebbe stata alterazione delle macchine di voto. Trump avrebbe promesso anche di mettere in atto una task force per rinforzare la sicurezza informatica negli Usa, task force da attuare nel corso dei primi novanta giorni del suo mandato (che inizierà con l’investitura ufficiale e il giuramento del prossimo 20 gennaio, a Washington). Nonostante ciò però, i democratici avrebbero chiesto al neo Presidente di condannare pubblicamente ed esplicitamente quello che avrebbe fatto la Russia.

Nel rapporto consegnato dagli 007 ad Obama prima e a Trump poi, si leggerebbe, tra le altre cose, che la Russia, dietro specifico ordine di Putin, avrebbe creato l’hacker Guccifer 2.0 e il sito DCLeaks per diffondere pubblicamente le email del Partito Democratico, mail che poi sarebbero state consegnate anche a WikiLeaks. Il fondatore di quest’ultimo – Julian Assange – avrebbe però negato che la fonte da cui avrebbe ottenuto le mail pubblicate sarebbe di origine russa.