Oggi, 11 settembre, per New York è il giorno della memoria, il giorno in cui ricordare le quasi 3.000 vittime degli attentati suicidi  del 2001. Oggi chiese, templi e sinagoghe della città resteranno aperte per le celebrazioni straordinarie, mentre cuore pulsante degli eventi commemorativi sarà ovviamente Ground Zero, dove una volta sorgevano le torri, oggi sede del National September 11 Memorial & Museum.

L’inno nazionale americano aprirà le celebrazioni che proseguiranno poi con la consueta lettura nei nomi delle vittime, un ricordo scandito da diversi minuti di silenzio nell’ora esatta degli schianti degli aerei e dei crolli delle torri. La cerimonia ufficiale terminerà alle 12.30 ora locale, ma il ricordo delle vittime proseguirà oltre il tramonto, quando sarà accesa l’installazione “Tribute in Light”, con due fasci di luce gemelli che punteranno verso il cielo di New York fino all’alba di Giovedì. Il progetto venne concepito nel 2002 come installazione temporanea, su proposta degli architetti John Bennett, Gustavo Bonevardi e Richard Nash Gould nell’ambito del più ampio disegno “Project for the Immediate Reconstruction of Manhattan’s Skyline”, da allora gli 88 fari collocati a Ground Zero vengono regolarmente accesi ogni anno nel giorno dell’anniversario della tragedia. Nelle notti sgombre di nubi le luci emesse dai fari possono essere viste anche a 60 miglia (circa 96 chilometri) di distanza; sono visibili in tutta l’area di New York City e in buona parte del New Jersey settentrionale, di Long Island, di Fairfield, della contea di Westchester e della Contea di Rockland.

Ciò che accadde quel terribile giorno è ormai tristemente noto a tutti, ciò che conosciamo meno, però, è l’enorme sforzo di ricostruzione portato avanti in questi anni dalla città di New York: nel sito del World Trade Center centinaia di persone sono al lavoro ogni giorno per costruire il nuovo Ground Zero: quattro nuove torri che ospiteranno uffici, negozi, spazi dedicati alle arti performative, una nuova stazione dei mezzi pubblici, un memoriale e un museo dedicati all’attentato. L’obiettivo è duplice: aprire un nuovo capitolo della storia della città e preservare la memoria della tragedia.

Detta anche Freedom Tower, la torre numero uno del nuovo World Trade Center è quasi ultimata. Dopo sette anni di lavori e quattro miliardi di dollari, oggi la torre svetta su New York con i suoi 104 piani e i suoi 541 metri di altezza (pari a 1776 piedi, in omaggio all’anno della Dichiarazione d’Indipendenza). Lo scorso mese di maggio, in cima alla torre, è stata posizionata una lunga antenna, completando così la parte esterna del progetto di David Childs. L’apertura al pubblico è prevista per il 2014. Con i suoi 88 piani, la seconda torre del complesso sarà poco più bassa e caratterizzata dal tetto a forma di diamante. È ancora in costruzione, ma sarà inaugurata, presumibilmente, entro il 2016. La terza torre è disegnata dal celebre architetto Richard Rogers e consterà di 80 piani. Lo stato dei lavori di costruzione è più avanzato di quello della torre numero due e l’inaugurazione è prevista per il 2015. La torre numero quattro,infine, alta ben 64 piani, è quasi ultimata. Lo scorso febbraio si sono conclusi i lavori all’esterno dell’edificio, ora procedono gli interni. L’inaugurazione è prevista già per la fine del 2013.

Il Memoriale dedicato alle vittime dell’attentato dell’11 settembre 2001 è stato invece inaugurato nel settembre 2011, in occasione del decimo anniversario della tragedia. Si tratta di un parco ricco di alberi con due fontane quadrate realizzate proprio dove erano collocate le fondamenta delle Torri Gemelle. Il monumento è già aperto al pubblico (cinque milioni di visitatori in due anni), il futuro Museo invece, dedicato alla storia dell’attentato, è ancora in fase di completamento. Dopo un anno di chiusura per consolidare i finanziamenti necessari (di cui 700 milioni di dollari già spesi) e diversi mesi di pulizia per cancellare il passaggio dell’alluvione provocata dall’uragano Sandy, al posto dell’enorme buco che l’11 settembre del 2001 squarciò il ventre del World Trade Center, sta sorgendo un grande museo memorial. A più di 10 anni di distanza, nei corridoi sotterranei dell’ancora incompiuto National September 11 Memorial & Museum, circa 130 lavoratori sono impegnati ogni giorno per far rinascere il cuore di Manathann. C’è ancora molto da fare, ma il nuovo museo sarà in dirittura d’arrivo già dalla primavera del 2014. Si tratta di un’imponente grattacielo di cristallo, che sovrasta la zona espositiva vera e propria, costituita da sette piani sotto terra.

La World Trade Center Memorial Foundation e la Port Authority di New York e New Jersey cominciarono la costruzione del National September 11 Memorial & Museum nell’agosto 2006, terminando il memoriale cinque anni dopo così da poterlo inaugurare con una cerimonia ufficiale l’11 settembre 2011, decimo anniversario degli attacchi. Progettato da Davis Brody Bond LLP, il museo si trova a circa 21 m sottoterra, e custodirà alcuni dei reperti recuperati da Ground Zero subito dopo gli attacchi e pezzi di acciaio che formavano le Torri Gemelle, come l’ultimo pezzo di acciaio che ha lasciato Ground Zero nel maggio 2002.

Nel silenzio dei sotterranei echeggeranno le voci delle vittime, registrate dalle scatole nere o dalle tracce memorizzate dai parenti, mentre comunicavano tramite i cellulari, così da rinnovare ai visitatori, tramite le emozioni disperate contenute in quelle voci, una tra le tragedie che più sconvolse l’intero pianeta. L’esperienza che fino ad ora solo alcuni giornalisti hanno potuto sperimentare è molto forte e disorientante, ma alla fine della risalita, riemergendo in superficie, la vista delle due grandi vasche d’acqua su cui si riflette l’azzurro del cielo, ha un immediato effetto rasserenante.

Le opere strutturali del padiglione in vetro e l’ampia scalinata che i visitatori utilizzeranno per scendere nel museo, sono già state completate. I due imponenti ” tridenti “, che una volta costituivano la caratteristica struttura delle torri gemelle, ora costituiscono il monumento principale del museo. Una volta di color argento, ora le putrelle sono color ruggine. Da un terrazzamento, sarà possibile osservare in chiave prospettica, la navata che si allunga nel cunicolo, soprannominato il Canyon South. L’apice della sala occidentale sarà poi coperto da una moltitudine di messaggi e lettere di solidarietà inviate da ogni dove alla città di New York, dopo gli attacchi alle torri gemelle. Nel museo sarà infine possibile osservare la sequenza degli attacchi ricostruita attraverso 23mila fotografie.

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