Un giovane quindicenne potrebbe aver scovato un’antica città Maya, tramite l’osservazione delle stelle e delle costellazioni. E sebbene sul Web appaia un certo scetticismo rispetto alla possibile scoperta, in attesa che il sito venga effettivamente esplorato, la storia del ragazzo canadese è immediatamente diventata virale sui social network.

Lo studente William Gadoury, di soli 15 anni, da sempre è appassionato di antiche civiltà ormai scomparse. Negli ultimi tre anni il ragazzo ha studiato l’evoluzione dei Maya, interrogandosi sulle ragioni che potrebbero avere spinto la civiltà colombiana a costruire diverse città lontane dai corsi d’acqua, un fatto abbastanza anomalo per le popolazioni antiche. Così ha ipotizzato che i Maya, appassionati allo studio delle stelle, potessero aver scelto dei luoghi in corrispondenza delle costellazioni più luminose. In completa autonomia, e avvalendosi delle immagini dell’Agenzia Spaziale Canadese nonché di un sapiente ricorso a Google Earth, William ha analizzato 23 costellazioni conosciute dalla civiltà precolombiana, scoprendo come a 142 stelle corrisponda la posizione di 177 città Maya. Dai suoi calcoli sull’ultima costellazione, formata da tre stelle, emergerebbe un sito archeologico non ancora scoperto nello Yucatan, uno spazio che – almeno dalle immagini satellitari – appare come una grande radura verde di dimensioni rettangolari. Nonostante al momento non sia dato sapere se effettivamente in quella radura siano presenti resti di attività precolombiane, il quindicenne ha già ribattezzato il sito come “K’àak’ Chi”, ovvero la città di fuoco.

Sebbene in molti si siano complimentati per l’intuizione, e la notizia sia diventata immediatamente virale, in Rete e fra gli esperti è montato un certo scetticismo. Non solo per il metodo usato, a quanto pare non estremamente rigoroso dal punto di vista scientifico, ma anche per le immagini satellitari: quello inquadrato, infatti, potrebbe essere un campo coltivato abbandonato, forse di mais. E, ancora, qualora vi fossero davvero dei resti Maya si potrebbe trattare di una fortunata coincidenza. Diversi archeologi, pur complimentandosi con il giovane per il suo entusiasmo e la voglia di apprendere, hanno voluto ricordare come non vi siano dati che indichino che i Maya seguissero le stelle per la costruzione delle loro città, anche perché i siti precolombiani sono molteplici nelle aree dello Yucatan e l’associazione con le costellazioni, altrettanto numerose, potrebbe risultare una forzatura di una correlazione forse inesistente.

Fonti: Daily Mail, Sidney Morning Herald