Finalmente sono stati raggiunti dalla misure cautelari gli 11 responsabili del caso della 15enne stuprata da un intero gruppo di minorenni dopo essere stata ingannata dal fidanzato.

I fatti risalgono allo scorso giugno, quando a Pimonte, paesino in provincia di Napoli, un gruppo di ragazzi tese una trappola alla vittima in un box auto: il fidanzato aveva filmato un rapporto sessuale e l’aveva ricattata con la promessa di una pubblicazione online nel caso non si fosse prestata allo stupro e avesse parlato ad altri della vicenda.

Il video delle violenze che era stata costretta a subire è poi stato fatto circolare su WhatsApp e la polizia si sta accertando che non vi siano stati altri episodi del genere. La storia infatti si sarebbe ripetuta almeno tre volte e i carabinieri hanno sequestrato i cellulari dei coinvolti per cercare tutti gli indizi del caso.

La ragazza è riuscita a raccontare alla pm affiancata da una psicologa e tramite un lavoro di indagine sono stati identificati gli 11 membri del gruppo, i quali hanno un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, che sono stati portati in una comunità di recupero.

Tra questi compaiono anche i figli di alcuni pregiudicati dei Monti Lattari. Gli arresti sono stati effettuati questa mattina, al termine del lavoro cui hanno preso parte sia i carabinieri di Pimonte, che i colleghi di Gragnano e Vico Equense, coordinati dal Nor Castellammare di Stabia.