Il settore della nautica, che ben ha retto alla crisi nel 2011, sembra risentire invece molto in questo 2012 che, vista la situazione attuale, sembrerebbe essere destinato a chiudere in negativo.

Questa è per lo meno l’idea di Ucina che, in occasione di Assise generali a Rimini, ha voluto chiarire la situazione italiano spiegando come “i numeri complessivi del comparto – spiega il presidente dell’associazione, Anton Francesco Albertoni – ci raccontano di un 2011 sostanzialmente allineato con il 2010: il fatturato si è attestato a 3 miliardi e 340 milioni di euro contro i 3,3 miliardi del 2010. Nel 2008 il fatturato era pari a 6,2 miliardi e nel 2009 a 4,3 miliardi”.

Scende dunque il tasso di occupazione, -15%, mentre sale il numero delle esportazione, 80% del mercato.

Forte invece è il calo per le imbarcazioni tra i 10 e i 20 metri, -35%, e per il leasing, -60%, il che segna in generale un -10% per tutto il mercato della nautica nel nostro Paese.

Il presidente Albertoni spiega anche che “non abbiamo mai chiesto che la barca venga esclusa dal nuovo redditometro, abbiamo sempre chiesto che i soldi spesi in una barca, in una automobile, in un caravan vengano considerati con gli stessi parametri e che la barca non sia penalizzata rispetto alle altre spese”.