Durante la 68a Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi il 20 dicembre 2013, su proposta della FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), il 2015 è stato proclamato Anno Internazionale dei Suoli (IYS).

Obiettivi dell’iniziativa sono:

  • far acquisire alla società civile e ai decisori politici la piena consapevolezza circa il ruolo fondamentale dei suoli per il benessere umano;
  • ottenere il pieno riconoscimento dei contributi importanti dei suoli per la sicurezza alimentare, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, i servizi ecosistemici essenziali, la riduzione della povertà e lo sviluppo sostenibile;
  • promuovere politiche e azioni efficaci per la gestione sostenibile e la protezione delle risorse dei suoli;
  • sensibilizzare i decisori sulla necessità di ingenti investimenti in attività di gestione sostenibile dei suoli volte a mantenere i terreni sani per diversi utenti e gruppi di popolazione;
  • catalizzare le iniziative in relazione con il processo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e l’Agenda post-2015;
  • sostenere la rapida valorizzazione della raccolta di informazioni sulle caratteristiche e condizioni dei suoli a tutti i livelli (globale, regionale e nazionale).

Suoli sani sono infatti fondamentali per la produzione mondiale di cibo, ha affermato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva: “Oggi vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione. La crescita della popolazione richiederà approssimativamente un aumento del 60% della produzione alimentare. Dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi” eppure “un terzo dei nostri terreni è in condizioni di degrado e le pressioni dell’uomo stanno raggiungendo livelli critici, riducendo ed a volte eliminando alcune delle loro funzioni essenziali – osserva da Silva – Invito tutti a promuovere attivamente la causa dei suoli nel corso del 2015, poiché è un anno importante per spianare la strada verso un sviluppo veramente sostenibile per tutti e da parte di tutti”.

I suoli, oltre a costituire la base per la produzione di cibo, combustibili, fibre e prodotti medici, sono essenziali per i servizi agli ecosistemi e al benessere umano. Essi ospitano oltre un quarto della biodiversità globale; svolgono un ruolo chiave nella fornitura di acqua potabile e nella resilienza alle inondazioni e alla siccità; sono il più grande serbatoio di carbonio terrestre, così che la loro conservazione può contribuire alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Tuttavia, se non verranno adottati nuovi approcci, secondo la FAO, nel 2050 l’ammontare globale di terreni arabili e produttivi pro capite sarà pari a solo un quarto del livello del 1960.

Per questo motivo, oltre a far aumentare la consapevolezza della fondamentale importanza dei suoli quale risorsa naturale essenziale limitata e non rinnovabile, l’IYS aiuterà a mobilitare la comunità internazionale ad agire verso la loro tutela nel contesto della Risoluzione del 27 giugno 2012 “Il futuro che vogliano” (The future we want) di “RIO +20” che al punto 206 recita “Riconosciamo la necessità di un’azione urgente per invertire il processo di degrado del suolo. In vista di questo, ci impegneremo a raggiungere un mondo a degrado nullo del suolo nel contesto dello sviluppo sostenibile. Questo dovrebbe agire per richiamare risorse finanziarie da una molteplicità di fonti pubbliche e private”.

Numerose saranno le manifestazioni, conferenze e iniziative che si svolgeranno nel corso dell’anno in tutti i Paesi, ma sicuramente occasione privilegiata per discutere sul tema sarà l’EXPO di Milano, incentrata su “Nutrire il Pianeta: Energia per la Vita”.