Il quotidiano “El Universal” ha scattato delle foto in Messico di in una area di circa 800 ettari dove è stata costruita una mini-città che è stata chiamata Las Águilas e ribattezzata dai media “la nuova Arca di Noè”. Sembrerebbe proprio infatti che sia stata edificata apposta per resistere alle catastrofi naturali che dovrà affrontare il nostro pianeta nel 2012 secondo la nota profezia Maya. Costruita in una zona chiamata Xul (detto anche Xúul), il suo nome nella lingua maya, significherebbe “fine”.

Molti invece attribuirebbero a questo luogo il significato di “ultimo posto della Terra”. La città sorge proprio nel nulla, è una laguna quasi incontaminata distante dalle civili abitazioni, collocata in un fitto bosco vicino, raggiungibile solo attraverso stradine sterrate e con intorno una fitta vegetazione.

Di rifugi sotterranei si è sempre parlato, ma questi sfiorano l’irreale, nella fantasmagorica riproduzione di città antiatomiche che non hanno nulla da invidiare a quelle riprodotte nei film. Si parla di doppi muri spessi oltre 60 centimetri con la capacità di sopportare temperature inverosimili, di tunnel adattati ad evitare gli allagamenti, di mura rinforzate con materiali speciali, refrattari a radiazioni, incendi, terremoti e tempeste solari. All’interno della città non manca un’area dedicata alla coltivazione di frutta e verdura, impianti per produrre energia solare, una laguna e un deposito fornito di riserve alimentari.

La scelta del luogo sarebbe da attribuire ad un sogno fatto da una donna, ora abitante del villaggio, in cui qualcuno, una sorte di “essere di luce” l’avrebbe esortata a costruire un rifugio proprio vicino allo Yucatan, in un antico insediamento maya. L’architetto incaricato del progetto di Las Águilas, è Karina Perez.

Chi avrebbe potuto permettersi un tale investimento e perché in un posto tanto isolato? Le autorità locali, intervistate anche da Voyager nello scorso dicembre, non hanno voluto diffondere i nomi, sostenendo che gli abitanti della zona hanno comunque tutti un regolare permesso di soggiorno.

Esisterà davvero il villaggio della salvezza? L’Arca di Noè che vincerà la fine del mondo?

Se ci affidassimo a Lavoisier diremmo che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Chissà, magari ci trasformeremo, magari sarà davvero l’inizio di una nuova era.