Sono sei le persone accusate di aver organizzato vere e proprie spedizioni punitive contro alcuni extracomunitari di La Spezia: l’accusa è di associazione finalizzata all’incitamento, discriminazione e violenza per motivi razziali, etnici e nazionali. Si tratta di una cellula neonazista composta da persone, già oggetto di perquisizione da parte dei Carabinieri che hanno messo fine a quest’incubo. Per tre degli indagati è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza con il divieto di allontanamento dall’abitazione nelle ore notturne (quando avrebbero compiuto i fatti contestati).

Ronde punitive contro gli extracomunitari

L’indagine è scattata a seguito di alcune denunce presentate ai Carabinieri per l’imbrattamento, con tanto di simboli nazisti, all’esterno della sede del Partito Democratico di La Spezia. Si pensava a gesti isolati e, invece, dietro c’era una vera e propria organizzazione. Secondo gli inquirenti, i sei ragazzi avrebbero organizzato ronde punitive nei confronti di extracomunitari, avrebbe appiccato fuoco ai raccoglitori di indumenti della Caritas diocesana e persino ad un macchinario di una cava.

Extracomunitari nel mirino dei neonazisti

I carabinieri – che hanno indagato e scoperto questa pericolosa cellula neonazista – hanno trovato, all’interno di una roulotte parcheggiata a Follo (La Spezia), usata probabilmente come punto d’appoggio dei sei indagati, persino istruzioni per fabbricare ordigni rudimentali.