Gestivano un sito d’incontri in abbonamento, ma dall’altra parte dello schermo non vi erano donne single pronte a trovare la dolce metà, bensì alcuni dipendenti dell’azienda. È quello che è accaduto in Giappone, dove un portale pare abbia guadagnato ben 70 milioni di euro, pur non fornendo esattamente il servizio richiesto. Tanto da allertare le autorità locali, pronte a diramare una campagna contro i cosiddetti siti “sakura” ovvero di annunci falsi.

Con 2.7 milioni di utenti, il sito in questione convinceva gli iscritti a sottoscrivere cari abbonamenti, con la prospettiva di una vita non più trascorsa in solitudine. Ma a intrattenere le loro conversazioni, mai concretizzate in un incontro reale, pare vi fossero i dipendenti della società. Sebbene il governo giapponese abbia deciso di rendere illegali questi siti sakura, vi è anche chi pare abbia speso cifre prossime ai 100.000 euro pur di cercare il vero amore. Le autorità hanno quindi lanciato una campagna, dove il volto di una romantica donna è accompagnato da un fumetto: «Mi spiace, non posso incontrarti. Dopotutto, sono un sakura».

https://twitter.com/caa_shohishacho/status/540354817839751169

Fonte: Metro