L’Italia ricorda oggi l’orrore dell’azione punitiva tedesca, passata alla storia come “eccidio delle Fosse Ardeatine”, del 24 marzo 1944 quando, in risposta all’attentato partigiano di via Rasella, furono giustiziate 335 persone. Per ogni tedesco che aveva perso la vita sarebbero stati uccisi 10 italiani, così fu stabilito dal generale Mälzer, il colonnello Kappler e il generale von Mackensen. Le vittime furono scelte tra i prigionieri partigiani, cui si aggiunsero militari italiani e circa 60 ebrei in attesa di essere deportati. I prigionieri furono radunati presso le antiche cave poste sulla via dalla quale l’eccidio prende il nome e qui fucilati. Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, la strage è oggi divenuta simbolo della durezza dell’occupazione nazista di Roma.

In ricordo di quel tragico giorno, di cui ricorre oggi il 71° anniversario, il 24 marzo 1949 è stato inaugurato il monumento o mausoleo ai martiri delle Fosse Ardeatine, luogo dove ogni anno, alla presenza delle massime autorità del Paese, si svolge la cerimonia commemorativa.

Le celebrazioni si sono aperte alle ore 10 di sta mattina, con la deposizione della corona d’alloro da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla cerimonia hanno assistito i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il presidente della Regione Lazio, Luca Zingaretti, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano e, come ogni anno, i familiari dei caduti. E’ stato quindi letto da Aladino Lombardi il lungo elenco dei nomi delle vittime. Segue la cerimonia religiosa con la preghiera cattolica dell’ordinario militare Marcianò e con quella ebraica del rabbino Funaro.

Bisogna sempre ricordare questi episodi, affinché non si ripetano più e costruire un Paese migliore”, ha commentato Grasso, “e contrastare il terrorismo invocando la pace, così  come è  stata invocata in questa manifestazione”.