Esattamente 90 anni fa, il 21 gennaio 1924, moriva Lenin, padre della rivoluzione d’ottobre. In occasione di questo importante anniversario, oltre agli immancabili garofani rossi che saranno deposti al mausoleo sulla Piazza Rossa di Mosca e in Piazza Lenin nella sua città natale sul Volga, numerose saranno le iniziative che scandiranno le odierne commemorazioni. Si va dalla proiezione di documentari ad una tavola rotonda sul tema “Lenin artefice della civiltà sovietica. Il dialogo di tre generazioni sulle sorti del patrimonio leniniano”. Inaugurata oggi anche la mostra portata dalla Francia sull’attività del capo bolscevico a Longjumeau, dove nel 1911 aveva fondato una scuola di formazione dei militanti del partito socialista russo. Simposio comunista sui “90 anni con Lenin e senza di lui” anche a Iekaterinburg, sugli Urali, dove nel 1918 il fondatore dell’Urss fece fucilare l’ultima famiglia imperiale.

Per volere di Stalin, il suo corpo riposa ad oggi nel Mausoleo della piazza Rossa, nel cuore di Mosca, imbalsamato con una procedura segreta che ogni anno e mezzo richiede l’immersione della salma in un bagno chimico per conservarne l’aspetto. Subito dopo la morte, il 23 gennaio, la salma di Lenin veniva trasferita da Gorkij a Mosca, per ricevere l’ultimo saluto dalla folla che sfidò il gelido inverno russo per omaggiare il capo della rivoluzione. Per giorni in tutta la Russia le attività furono sospese, la città natale di Lenin, Simbirsk, fu chiamata in sua memoria Uljanovsk, e Pietrogrado (l’antica Pietroburgo) prese il nome di Leningrado. Fu così che Stalin, nonostante le dichiarate intenzioni di essere seppellito accanto ai suoi compagni,  volle fare del corpo di Lenin un simbolo da esporre e da venerare in un apposito mausoleo ai piedi delle mura del Cremlino. Neppure i ripetuti appelli della vedova di rispettare le ultime volontà del marito servirono a fargli cambiare idea ed oggi, nella Russia di Putin, lui e’ ancora lì, nel cuore di Mosca, mummia sotto vetro nel Mausoleo della piazza Rossa.

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