Il termine abat-jour costituisce un prestito dalla lingua francese (composto di abat-, da abattre = “abbattere” e jour = “giorno, luce”) e può essere letteralmente tradotto con  ”abbatti-luce”, “smorza-luce”. In italiano, la parola viene quindi utilizzata per indicare il paralume, una lampada che ne sia provvista o, per estensione, la tipica lampada da tavolo.

La caratteristica principale dell’abat-jour è dunque quella di essere dotata di uno schermo (paralume) che impedisce o attenua la propagazione della luce, rendendola morbida e particolarmente adatta alla camera da letto, al salotto, o allo studio, dove è così possibile leggere un libro, o guardare la tv, coccolati da una luce soffusa e rilassante.

Nata nel secolo scorso, l’abat-jour è un modello di lampada mai passata di moda ed oggi reinterpretata in chiave moderna da numerosi designer, così da potersi adattare ad ogni tipologia di abitazione, dalle più classiche a quelle caratterizzate da linee pulite ed essenziali.

La struttura delle abat-jour è costituita da una base di sostegno (solitamente in ferro) ed un paralume che avvolge la lampadina, schermandone la luminosità. Trattandosi di lampade da tavolo, esse vengono solitamente collocate su piani d’appoggio piuttosto bassi, come comodini o mobiletti da soggiorno, spesso vicino a poltrone e divani. La funzione delle abat-jour non è infatti illuminare gli ambienti in maniera diffusa, bensì creare un punto luce all’ interno degli stessi, concorrendo a conferire alla stanza un’atmosfera calda ed accogliente.