Il sostantivo femminile abbagliaggine (deriv. dal turco bajigilik = allucinazione) costituisce una variante arcaica del termine abbagliamento, ovvero l’ atto, effetto o risultato dell’ abbagliare, nel senso di privare momentaneamente della vista per mezzo di una fonte luminosa troppo intensa. Con la parola abbagliaggine si intende quindi una leggera diminuzione della capacità visiva dell’ occhio (offuscamento visivo) causata da una luce molto intensa. Sinonimi del termine possono di conseguenza essere considerati: accecamento, abbacinamento, abbarbagliamento, offuscamento, allucinazione, ma anche, in senso figurato, errore, illusione, abbaglio e turbamento. Il verbo abbagliare può infatti talora essere utilizzato con il significato di affascinare, incantare (es. “rimasi abbagliato dalla sua bellezza”); o ingannare, illudere, sedurre (es. “mi sono lasciato abbagliare dalle sue false promesse”; “la sua eloquenza ha abbagliato molte persone”). Un esempio di utilizzo del termine abbagliaggine è invece costituito dai seguenti versi di Pietro Bembo: “Perciocchè sparge Amore col movimento delle sue ali una dolcezza negli occhi de’ suoi seguaci, la quale d’ ogni abbagliaggine purgandogli fa, che essi stati semplici per lo addietro nel guardare, mutano subito modo, e mirabilmente …”.