Giugno e luglio, come da consuetudine, sono i mesi delle cerimonie, oggi parleremo, quindi, di matrimonio che, per organizzazione e importanza, richiede settimane di preparazione.

Da poco ho assistito mio cugino nella realizzazione del suo abito da sposo e vi assicuro che è tutt’altro che semplice. Tralasciando la parentesi sposo, caratterizzata da sue regole rigide e intransigibili, preferisco dare qualche consiglio a coloro che per l’occasione saranno invitati.

Regola: al matrimonio tutte le attenzioni devono essere sugli sposi (ma i complimenti sono sempre graditi, quindi anche l’ospite vuole la sua parte).

Le donne, che mediamente impiegano due mesi per la scelta del vestito perfetto, ci dicono: “A voi cosa importa, tanto mettete sempre la stessa cosa”. Effettivamente, all’occhio ingenuo del gentil sesso,  potremmo apparire come una “sfilza di pinguini”. Con qualche accorgimento però, state certi che saranno proprio le stesse a venirvi incontro.

Per i più classici che non tradiscono il blu: l’alternativa a livello di camicia, può oscillare tra un cotone doppio ritorto (che al tatto rimane morbido e liscio) e un raso di seta pregiata (che per chi vuole osare rimane un “must”). L’intramontabile eleganza della camicia realizzata su misura è indiscutibile, ma per chi, come me, ha poca pazienza e preferisce acquistare un capo già confezionato, posso consigliare:  la classicità abbinata alla qualità del tessuto della Maison “Armani” in particolare della linea collezioni o, la freschezza legata al taglio sartoriale del partenopeo Barba.

Cravatta e pochette sono le due componenti del completo cerimonia con le quali, Amico Mio, potrai osare… Ma te ne parlerò meglio la prossima volta.

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