L’Antitrust ha multato l’Ama di Roma e Sol.co e Bastiani – i due consorzi cui era stata appaltata la raccolta di abiti usati dagli appositi cassonetti piazzati per la città – poiché avrebbero soltanto fatto credere di raccogliere gli abiti usati per beneficenza quando invece gli stessi sarebbero stati utilizzati per scopi commerciali.

Da qui è dunque partita la multa dell’Antitrust, per un totale di circa 210 mila euro. Tra l’altro, il presidente del consorzio Sol.co, che insieme a Bastiani si occupava della raccolta degli abiti usati, è stato arrestato lo scorso mese di giugno, nell’ambito dell’inchiesta che ha scosso la città di Roma, Mafia Capitale. Oltre alla gestione dei migranti e agli appalti per il verde pubblico, era infatti finita nel mirino degli investigatori anche la raccolta degli abiti usati da destinare alle persone indigenti.

Secondo l’Antitrust, a risultare ingannevole per quanti volevano contribuire alla raccolta degli abiti usati, sarebbero stati soprattutto i messaggi che comparivano sugli appositi cassonetti di raccolta, in cui si leggeva: “I materiali in buono stato saranno recuperati come indumenti”, “grazie per il vostro aiuto”, aiutaci ad aiutare” e in cui, secondo l’Antitrust l’ingannevolezza era dovuta dal fatto che non fosse chiaro che gli abiti venissero utilizzati per fini commerciali e non di beneficenza.

Sol.co è stata così multata di ben centomila euro mentre Bastiani di “soli” diecimila euro. Multa di centomila euro anche per l’Ama di Roma, che non avrebbe vigilato sui due consorzi cui era stata affidato l’appalto del servizio di raccolta degli abiti usati.