La pressione sul governo Letta non si attenua da alcun lato. Non solo il Pd trascina il premier nel duello tra Matteo Renzi e il resto dell’apparato; ma anche il Pdl non perde occasione per far sentire il proprio peso, trascinato dai problemi di Silvio Berlusconi. Ed è proprio il cavaliere a farsi vivo ufficialmente sulla questione dell’Imu. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni sconsiglia la soppressione totale dell’imposta sulla prima casa. Berlusconi non ci sta. L’ex presidente del Consiglio ha diffuso il 9 agosto una secca nota: “La nostra battaglia sull’Imu è una battaglia di libertà. Per questo non verremo mai meno al nostro impegno sull’Imu. E’ un impegno di fondo dell’accordo di governo con il presidente Letta, ma è anche e soprattutto lo stimolo fondamentale per far ripartire la nostra economia“.

La nota di Berlusconi (foto by InfoPhoto) prosegue: “L’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole non si deve più pagare. Dal 2013 e per tutti gli anni a venire. Non solo per motivi di libertà, ma anche e soprattutto per ragioni economiche più che fondate. Infatti secondo il rapporto immobiliare 2013 dell’Associazione Bancaria Italiana e dell’Agenzia delle Entrate, il mercato delle compravendite di immobili in Italia è letteralmente crollato nel 2012, facendo registrare il peggior risultato dal 1985. Nello stesso 2012 si è avuto un calo record anche nel valore degli immobili, il secondo maggior calo dal 1980. “L’Italia non deve avere paura del proprio futuro. Per questo non verremo mai meno al nostro impegno sull’Imu“.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha dichiarato: “Derubricherei queste polemiche a questioni di merito importanti che troveranno un loro punto di sintesi alla fine di questo mese di agosto, quando dobbiamo per forza presentare le soluzioni rispetto ai problemi in scadenza, tra cui anche quello sulla tassazione della prima casa. Si discuterà e si deciderà”.