La legge elettorale, il Porcellum. O la sua rivisitazione parziale, il Mattarellum. Come la si gira, è sempre lei a creare dissidi. E ora lo scontro, oltre che tra le diverse forze politiche del paese, è anche interno ai partiti stessi. Perché tutti avvertono la necessità di cambiare la legge, ma le cose non si smuovono.

E dunque ecco scendere in campo Matteo Renzi, che prova a stringere i tempi per arrivare alla nuova legge “entro 48-72 ore”. Forse troppo, ma intanto la commissione Affari costituzionali alla Camera inizia a lavorare. Ma nel Pd è scontro e i bersaniani incalzano il segretario: “Sento dire di incontri con Silvio Berlusconi al Nazareno – dice il deputato Alfredo D’Attorre – Immagino che Renzi sarà cauto su mosse che possano resuscitare politicamente Berlusconi e non incontri un pregiudicato alla sede del Pd. Sarebbe ben strano fare le segreterie nei comitati elettorali delle primarie e gli incontri con Berlusconi alla sede del Pd. Immagino che anche Renzi avrà cautela e attenzione”.

Pronta è arrivata la risposta di Matteo Renzi, che su Twitter ha precisato come la legge elettorale non si faccia a colpi di maggioranza: “Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato”. A dargli sostegno anche Paolo Gentiloni: “Chi ha perso le elezioni e con #Berlusconi ha fatto un Governo ora dice a Renzi che non deve parlarci di legge elettorale. #dachepulpito”. Intanto proseguono gli incontri di Matteo Renzi, che ha discusso con Nichi Vendola ed il leader Ncd Angelino Alfano. Al momento non sarebbe in agenda un incontro con Berlusconi. E sul tema, ovviamente, è sempre dibattito.

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