Da una parte un disegno di legge che definire timido e inefficace è dire poco; dall’altra urla di disperazione molto sceneggiate. La sostanza sembra una sola: le province sono dure a morire perché nessuno vuole realmente toglierle di mezzo.

Pochi minuti prima che la mezzanotte introdusse il 22 dicembre, la Camera ha approvato il provvedimento che non elimina le province (per questo ci vorrebbe una riforma costituzionale), ma trasforma i consigli provinciali in assemblee di sindaci, i quali lavoreranno a titolo gratuito. Quindi l’ente continua ad esistere e a controllare appalti. L’unico risparmio per i cittadini è la cancellazione dello stipendio di presidenti, assessori e consiglieri. Un po’ poco.

Vengono inoltre create 9 città metropolitane: Roma capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Teoricamente la città metropolitana comprenderebbe l’intero territorio provinciale. Ma viene provvisoriamente lasciata ai comuni la possibilità di uscirne e mantenere la Provincia esistente, se lo richiede un terzo dei comuni. E’ probabile che molti comuni approfitteranno di questa scappatoia.

Vengono quindi annullate le elezioni dei consigli provinciali in scadenza e quelli commissariati: in tutto 72 su 110.

Il disegno di legge deve ora passare all’esame del Senato. L’approvazione della Camera porta la sola firma dei partiti di maggioranza, Pd, Ncd, Scelta civica e Per l’Italia (cioè i fuoriusciti da Scelta civica). Lega Nord e Sel hanno votato contro. Non hanno partecipato al voto Forza Italia e Movimento 5 stelle.

Le opposizioni si sono scatenate soprattutto sulla decisione della maggioranza di accelerare la procedura. Era prevista per sabato pomeriggio una riunione dei capigruppo in merito, ma questo avrebbe comportato il rinvio dell’esame di questo disegno di legge. Ma il presidente Laura Boldrini (foto by InfoPhoto), assente in quel momento, non ha confermato tale riunione. Da qui il tentativo di Forza Italia e Movimento 5 stelle di far mancare il numero legale uscendo dall’aula al momento del voto.

Le opposizioni lo ritengono un provvedimento inutile. Difficile dare loro torto. Ma se veramente volessero abolire le province, col loro voto si sarebbe potuto modificare la Costituzione e cancellarle una volta per tutte. Cosa che si guardano bene dal fare.