La Consula ha accolto il ricorso presentato da otto regioni italiane bocciando, di fatto, la riforma e il taglio delle stesse, riforma inserita all’interno del decreto Salva-Italia emanato dallo scorso Governo Monti. La Corte ha sancito: “Il decreto-legge non è utilizzabile per un riordino organico della materia”. Dunque, è tutto da rifare.

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma, il cui obiettivo ultimo era quello di ridurre gli enti in base a criteri di estensione e numerosità della popolazione. Secondo la Consulta “il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”. Dunque, per questo motivo, il decreto è costituzionalmente illegittimo.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato da Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise e Sardegna. Il decreto in oggetto aveva fatto cadere le provincie di Genova, La Spezia, Como, Ancona, Cagliari, Ragusa, Vicenza e Belluno. Ora, però, questa decisione della consulta potrebbe far cambiare nuovamente tutto.