Abortire da sola in un bagno d’ospedale in quanto i medici, obiettori di coscienza, le negano l’interruzione volontaria di gravidanza. E’ accaduto a Roma a Valentina e Fabrizio, due ragazzi che si sono resi protagonisti di questa esperienza paradossale. La coppia ha ottenuto dal Tribunale della Capitale un’ordinanza che solleva il dubbio di legittimità costituzionale delle legge 40.

L’accaduto: due anni fa, al quinto mese di gravidanza, Valentina chiede di abortire in quanto il feto ha una malformazione. Le viene negato il tutto e lei, sola, partorisce e perde il bambino nel bagno dell’ospedale Pertini: “Valentina ha abortito da sola nel bagno dell’ospedale Pertini di Roma – spiega Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Coscioni, nonché uno dei legali della coppia – questa è omissione di soccorso, un reato penale, anche se la coppia ha deciso di non denunciare la struttura. È la dimostrazione di come la legge 194 in Italia non garantisca sempre la presenza di un medico non obiettore nel caso dell’interruzione volontaria della gravidanza”.

photo credit: Paolo Margari via photopin cc