Incinta, voleva abortire ma non lo ha fatto nei termini e modi consentiti dalla legge. Una ragazza di 20 anni residente a Civitaquana, piccola località di montagna in provincia di Pescara, ha interrotto la gravidanza all’ottavo mese. Si è recata in una struttura non accreditata presso il servizio sanitario nazionale; le stesse persone che hanno eseguito l’aborto, da quanto risulta agli investigatori, l’avrebbero aiutata ad occultare quel bambino mai nato.

L’infanticidio sarebbe stato commesso tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, ma solo ora ne è stata data notizia. La giovane è stata arrestata. Attualmente i Carabinieri (foto by InfoPhoto) stanno esaminando le posizioni di un ginecologo della stessa provincia, di un infermiere in pensione e di alcune persone frequentate dalla donna. Tutti potrebbero avere avuto un ruolo nell’occultare le tracce dell’infanticidio risultato dall’aborto clandestino. La giovane era sposata con un marocchino di 28 anni. Nel corso della gravidanza si era separata.

SANGUE DEGLI INNOCENTI

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