Una donna vietnamita ha affermato di essersi sottoposta a ben 18 operazioni di aborto perché il marito desiderava un figlio maschio.

Il terribile racconto è stato messo in onda da una televisione locale questo mercoledì e ovviamente l’identità della donna, proveniente della provincia di Hai Duong, è stata nascosta per garantirle protezione.

La donna ha raccontato di essersi sposata con il figlio più anziano di una famiglia contadina: nelle zone rurali del Vietnam permangono ancora tradizioni antiche per le quali sono gli uomini possono ereditare e proteggere immobili e proprietà.

Il video non riportava il numero esatti di aborti subiti dalla donna, ma l’annunciatore che aveva introdotto il servizio ha parlato di 18. Dopo la nascita delle prime quattro figlie il marito avrebbe manifestato la propria delusione e la donna, caduta in depressione, avrebbe deciso di interrompere ogni gravidanza fino a che non avesse dato alla luce un bambino. Stando al racconto della testimone ora il marito sarebbe in cerca di una nuova compagna che possa donargli un erede.

Per quanto estrema, la storia della donna è un esempio dell’ancora diffusa pratica degli aborti selettivi in Vietnam, Paese in cui, stando alle statistiche sulle nascite, ci sarebbero 120 neonati maschi su 100 femmine. Una sproporzione che diventa macroscopica nelle aree settentrionali, dove addirittura si parla di un rapporto di 150 a 100.

Il governo sta cercando da tempo di combattere questa piaga impedendo agli staff medici di rivelare il sesso del nascituro, ma non si tratterebbe di una soluzione efficace, come ha rivelato lo stesso vice ministro della salute Nguyen Viet Tien, secondo il quale l’unica via praticabile sarebbe quella di un cambio di mentalità nella popolazione. Un processo lungo e difficile, che andrebbe a sradicare tradizioni vecchie di secoli.