È uno scenario preoccupante quello che disegna il rapporto del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Campania in tema di abusi sui minori.

A presentare il documento è Cesare Romano, in collaborazione con Ida Romolini e Iuvare, associazione di volontariato: sono 200 i casi di incesto, violenze sessuali e abusi subiti da minorenni della regione Campania tra 6 e 10 anni di età.

L’indagine è relativa al biennio 2013-2014 e ha coperto un’area comprendente 45 Comuni e 31 Ambiti territoriali: una percentuale minima, ma sufficiente a dare un quadro della situazione. Basato su questionari anonimi, l’inchiesta ha portato alla luce l’esistenza di quelle che Romano definisce “intere zone” e “quartieri molto critici” in cui “l’abuso sessuale, l’incesto” sono la normalità.

Il Garante non si è nascosto dietro dichiarazioni di comodo, ma ha scelto di fare i nomi di quartieri come Salicelle ad Afragola, Caivano (recente il caso di Fortuna Loffredo), Madonelle di Acerra, e varie zone di Napoli: per la maggior parte (circa l’80%) si tratta di ragazzi in età preadolescenziale, e la stragrande maggioranza sono bambine tra i 6 e i 10 anni.

Nonostante l’accuratezza dei dati ricavati, quelle dello studio non sono che stime per difetto, in quanto le violenze che si nascondono tra le mura familiari restano purtroppo un sommerso su cui è difficile fare luce a causa della mancanza di comunicazione; tuttavia Romano ha ricordato come lo scopo dell’analisi non sia soltanto quella di “fare un approfondimento ma soprattutto prevenzione e contrasto a un fenomeno che va sicuramente combattuto”.