E’ l’ 11 febbraio del 1929 quando vengono siglati i cosiddetti Patti Lateranensi tra lo Stato Italiano e la Santa Sede. L’accordo è frutto di una lunga trattativa e viene firmato dall’allora capo del governo italiano, Benito Mussolini, e dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Gasparri.

I patti prendono il nome dal Palazzo di San Giovanni in Laterano, ove avviene la firma ufficiale e altro non sono se non accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede, finalizzati a regolarne le relazioni bilaterali. Gli accordi consistono in tre distinti documenti, rispettivamente rivolti al riconoscimento dell’indipendenza e la sovranità della Santa Sede su Città del Vaticano; a stabilire la “Convenzione Finanziaria” che prevede un risarcimento a beneficio della Chiesa e, ultimo ma non per importanza, stilare il Concordato che definisce le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo. Nello specifico, il Concordato stabilisce che la religione cattolica è la sola religione di Stato, precisa gli effetti civili del matrimonio religioso e l’esenzione del servizio militare per i sacerdoti. Permette inoltre alle organizzazioni dell’Azione cattolica di continuare a operare e introduce l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane.

Nel 1948 i Patti vengono quindi riconosciuti costituzionalmente nell’articolo 7, in cui si legge: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi”. Il concordato verrà infine rivisto nel 1984 e firmato dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo testo sancisce che la religione cattolica non sia più definita sola religione di Stato; rende facoltativa l’ora di religione nelle scuole; stabilisce le condizioni da rispettare affinché un matrimonio celebrato con rito religioso possa essere riconosciuto come unione civile e introduce l’entrata in vigore dell’8 per mille come nuovo metodo di sostentamento della Chiesa cattolica.