Era l’11 maggio del 1981 quando Bob Marley si spegneva in Florida, a Miami, presso il Cedar of Lebanon Hospital a causa di un melanoma maligno che lo aveva colpito già da diversi anni.

E’ proprio la storia della sua malattia che lascia un po’ di amaro in bocca: nel luglio del 1977 il cantante notò una ferita nell’alluce destro, e pensò di essersela procurata in un incidente durante una partita di calcio. Successivamente l’unghia si staccò. Solo a quel punto fu fatta la diagnosi corretta: melanoma maligno. Da alcuni medici gli fu consigliato di amputare l’alluce, da altri solo il letto dell’unghia; Bob scelse la seconda opzione ma il melanoma non fu curato del tutto e progredì.

Il 23 settembre 1980 Bob tenne il suo ultimo concerto allo Stanley Theater a Pittsburgh. Dopo l’evento, Bob andò a Monaco, in Germania, per un consulto medico dal dottor Josef Issels, specializzato nel trattamento di malattie in fase terminale: non c’era più nulla da fare, il tumore non era più trattabile.

I dreadlock di Marley erano troppo pesanti e i capelli erano sempre più indeboliti a causa del cancro, decise allora di tagliarseli leggendo dei passi della Bibbia, fu una decisione molto sofferta: avere i dreadlock significava essere Rasta, i dreadlock erano la sua vita.

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