Il 12 agosto 2000 il sottomarino nucleare Kursk era impegnato in un’esercitazione militare navale nel mare di Barents nella quale avrebbe dovuto lanciare dei siluri a salve contro l’incrociatore nucleare, classe Kirov,  Pjotr Velikij. Alle 11:28 locali furono lanciati dei siluri di prova, ma subito vi fu un’esplosione, presumibilmente di uno dei siluri del Kursk (scopri di più sull’esplosione di un sottomarino in India). L’esplosione chimica aveva una potenza compresa tra i 100 e i 250 kg di TNT e produsse un’onda sismica di intensità di 2,2 secondo la scala Richter, in conseguenza alla quale il sottomarino si adagiò sul fondo a 108 metri di profondità a circa 135 km da Severomorsk (ecco il sottomarino trasformato in hotel 5 stelle).

Una seconda esplosione avvenne 135 secondi dopo la prima con un’intensità compresa tra i 3,4 e 4,4 della scala Richter, quindi con una potenza compresa tra le 3 e le 7 tonnellate di TNT. L’esplosione sommerse il sottomarino con molti detriti, rendendone difficile il recupero. Dopo vari tentativi di salvataggio falliti da parte dei russi, una nave speciale norvegese equipaggiata con un batiscafo inglese si agganciò con successo al sottomarino affondato, trovandolo tuttavia allagato completamente e senza alcun superstite.

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