Sono le ore 21.08 del 13 aprile 1970 quando l’astronauta Jack Swigert, membro dell’equipaggio dell’Apollo 13, pronuncia la celebre frase: “Houston abbiamo un problema” (più precisamente “Houston, we’ve had a problem here”). Dopo 55 ore dal lancio, a bordo dell’ Apollo 13 della NASA si verifica infatti una grave esplosione – causata da un guasto al sistema elettrico – e la navicella inizia a perdere rapidamente ossigeno. La riserve a disposizione appaiono da subito insufficiente per le operazioni di allunaggio, quindi dal centro di controllo della Nasa a Houston arriva l’ordine di «missione annullata». L’unico obiettivo diviene riportare a casa James Lovell, John Swigert, detto ‘Jack’, e Fred Haise sani e salvi. E’ l’inizio di un’odissea che terrà il mondo col fiato sospeso per ben quattro giorni. Gli astronauti si trasferiscono nel modulo lunare “Aquarius” che, agganciato a quello di comando, diviene una sorta di scialuppa di salvataggio. Concepito per ospitare due persone per due giorni, la permanenza nel LEM mette a dura prova l’equipaggio, che si trova a fare i conti con l’assenza di viveri e acqua potabile, basse temperature e problemi di natura tecnica quali limitare il livello di anidride carbonica e rintracciare l’energia elettrica necessaria per il rientro. Quando finalmente l’Apollo 13 si avvicina alla Terra, l’equipaggio abbandona il modulo di servizio per trasferirsi nel modulo principale, protagonista di un fortunato ammaraggio nel Pacifico, il 17 aprile 1970. Sotto il comando di James Lovell, l’Apollo 13 sarebbe dovuta essere la terza missione a sbarcare sulla Luna.

Il 13 aprile 1808 nasceva invece Antonio Meucci, inventore italiano celebre per lo sviluppo del dispositivo di comunicazione vocale oggi accreditato quale primo telefono della storia. Appassionatosi fin da giovane all’elettricità fisiologica e animale, nel 1835 Meucci emigra a Cuba, per poi trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti, dove approfondisce i suoi studi sul telettrofono. Nel 1856 realizza il primo apparecchio telefonico, ma le precarie condizioni economiche in cu versa non gli permettono di rinnovare il brevetto per la sua scoperta. Accede così che nel 1876 Alexander Graham Bell presenta domanda di brevetto per il suo apparecchio telefonico: per Meucci è l’inizio di una lunga battaglia giudiziaria atta a rivendicare la paternità dell’invenzione. La causa termina il 19 luglio 1887 con una sentenza che, pur riconoscendo alcuni meriti ad Antonio Meucci, dà ragione a Bell. Solo nel giugno 2002 il congresso degli Stati Uniti riconoscerà ufficialmente Antonio Meucci come primo inventore del telefono.