E’ il 13 giugno del 313 quando i due Augusti dell’impero romano, Costantino per l’Occidente e Licinio per l’Oriente, firmano a Milano l’editto che darà una svolta fondamentale al corso della storia. Con l’editto di Milano, noto anche come editto di Costantino, o editto di tolleranza, i due imperatori concedevano infatti la libertà di culto a tutti i cittadini dell’Impero, inclusi i cristiani, dando così piena applicazione all’editto di Galerio e ponendo definitivamente fine alle persecuzioni perpetrate nei decenni precedenti. Così recita il preambolo al documento: “Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto, essendoci incontrati proficuamente a Milano e avendo discusso tutti gli argomenti relativi alla pubblica utilità e sicurezza, fra le disposizioni che vedevamo utili a molte persone o da mettere in atto fra le prime, abbiamo posto queste relative al culto della divinità affinché sia consentito ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità”. Alle comunità cristiane vengono quindi restituiti i luoghi di culto e i beni precedentemente espropriati, oltre che concesso un risarcimento per i danni subiti. Da questo momento i cristiani possono inoltre entrare far parte dell’amministrazione pubblica, tanto che tra potere imperiale e chiesa inizia ad instaurarsi un legame talmente profondo da arrivare ad influenzare le successive vicende della storia romana.