E’ stato vittima di un attentato esattamente il 14 aprile del 1865, il 16° presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. Lincoln quella sera si recava con la moglie al Ford’s Theatre, a Washington, dove era in programmazione Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor.

Nell’istante in cui la coppia prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, noto attore della Virginia, simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 dritto verso la testa del Presidente, gridando “Sic semper tyrannis!” (“Così sia sempre per i tiranni!”). Il presidente, colpito a morte, fu portato in una casa dall’altro lato della strada, oggi chiamata Petersen House, dove rimase in coma per alcune ore prima di spirare. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.

Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; quattro altre persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell’assassinio.

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