E’ il 16 novembre 1945 quando, a Londra, durante la conferenza organizzata dall’Istituto internazionale per la cooperazione intellettuale della Società delle Nazioni, 37 Paesi firmano l’Atto Costitutivo dell’UNESCO, sancendone la nascita.

Favorire la collaborazione tra le nazioni in nome della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo e sostenere la crescita educativa e culturale dei paesi devastati dalla guerra è la mission primaria dell’UNESCO (acronimo di United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation), poiché se “le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace”. Negli intenti dei 44 Paesi che parteciparono alla Conferenza Internazionale della Società delle Nazioni, l’UNESCO avrebbe quindi dovuto esprimere “una vera cultura di pace e incarnare un nuovo spirito di solidarietà intellettuale e morale tra gli uomini, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione”.

L’UNESCO, quindi, è una agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni, “il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali”. Quale sede ufficiale dell’organizzazione viene designata la città di Parigi, mentre primo direttore generale viene eletto lo scrittore e biologo britannico Julian Huxley.

Con voto unanime, l’Italia ottiene l’ammissione l’8 novembre 1947, durante la seconda Conferenza Generale dell’UNESCO tenutasi a Città del Messico.

Verso la fine degli anni Cinquanta l’UNESCO sposa quindi un’altra fondamentale missione: preservare siti storici e naturalistici preziosi per l’umanità, adottando, nel 1972, la Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità, con cui viene istituito un elenco speciale di siti storici e naturalistici, segnalati per valori di “universalità”, “unicità” e “insostituibilità”. Tra gli oltre mille beni da tutelare attualmente inseriti nell’elenco, l’Italia è il Paese che ne vanta il maggior numero (con ben 51 siti iscritti tra il 1979 e il 2015), seguono Cina e Spagna.

All’inizio degli anni ’90, alla lista principale se ne è aggiunta una seconda, nota come “lista memorie del mondo”, che contiene le collezioni documentarie di interesse universale. Solo successivamente verrà definito il concetto di patrimonio orale e immateriale dell’umanità e attualmente si sta discutendo su quello di patrimonio sommerso dell’umanità.

Con 195 Paesi membri e 10 Membri Associati, il ruolo e il prestigio dell’UNESCO è oggi universalmente riconosciuto.