E’ il 18 aprile del 1506 quando, su volere di papa Giulio II, viene posata la prima pietra di quello che sarebbe divenuto il cuore pulsante del cattolicesimo: la Basilica di San Pietro. L’idea di sostituire l’antica basilica paleocristiana con un edificio di maggiori dimensioni viene avanzata da papa Niccolò V, verso la metà del XV secolo. Ripreso mezzo secolo dopo da Giulio II, il progetto viene affidato a Donato Bramante, che per fare spazio alla nuova costruzione, opta per l’abbattimento di quasi tutta la parte presbiterale della basilica preesistente. Con la morte di Giulio II, nel 1513, e poi quella di Bramante stesso, i lavori subiscono tuttavia una battuta d’arresto. Alle redini del colossale progetto si susseguono quindi Raffaello Sanzio,  Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo Buonarroti, Giacomo Della Porta e, infine, Carlo Maderno, che riesce a portare a compimento l’edificazione della basilica, inaugurata da papa Urbano VIII il 18 novembre 1626. Guidati da Gian Lorenzo Bernini, i lavori di sistemazione della piazza antistante si concluderanno invece nel 1667.

Il 18 aprile 1955 moriva invece Albert Einstein, uno dei più importanti studiosi e pensatori del XX secolo, noto ai più per la sua teoria della relatività. Laureatosi nel 1900 e accettato l’incarico presso l’Ufficio Brevetti di Berna, Einstein ha modo di dedicare gran parte del suo tempo allo studio della fisica, tanto che nel 1905, in soli sette mesi, pubblica sei lavori, tra cui lo studio che gli sarebbe valso il Nobel per la fisica, conferitogli nel 1921 “per i contributi alla fisica teorica, in particolare per la scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico”. Il 17 aprile del 1955 viene colpito da una improvvisa emorragia, causata dalla rottura di un aneurisma dell’aorta addominale. Ricoverato all’ospedale di Princeton, Einstein muore nelle prime ore del mattino seguente. Avendo verbalmente espresso il desiderio di mettere il proprio corpo a disposizione della scienza, il patologo che effettua l’autopsia rimuove il cervello dello scienziato e lo conserva in un barattolo sottovuoto per circa 30 anni. Questo verrà poi sezionato in 240 parti e distribuito ad altrettanti ricercatori. La parte più grossa del cervello di Einstein è oggi custodita all’ospedale di Princeton.