E’ il 2 dicembre 1804 quando Napoleone Bonaparte si auto proclama imperatore dei francesi con il titolo di Napoleone I. La cerimonia di incoronazione, ufficiata da papa Pio VII, ha luogo nella splendida cornice della cattedrale di Notre Dame, a Parigi, al cospetto dei rappresentanti dell’aristocrazia. Partito dal Palazzo delle Tuileries, scelto quale residenza imperiale, il futuro imperatore sfila tra la folla festante fino alla storica cattedrale, dove ad attenderlo c’è Pio VII. Al momento dell’incoronazione questi resterà tuttavia impotente assistendo inerme al gesto di auto incoronazione di Napoleone, che pone la corona imperiale prima sul suo capo, poi su quello della moglie Joséphine de Beauharnais, ribadendo così la propria superiorità su qualsiasi altra forma di autorità. Successivamente il pontefice lo interroga sull’intenzione di agire in difesa della fede cattolica e di assicurare pace e giustizia nel suo regno. Con la formula latina “Profiteor”, Napoleone conclude il suo giuramento.

Napoleone deterrà il titolo di imperatore dei francesi fino alla sconfitto a Lipsia, avvenuta nell’ottobre 1813, alla quale seguirà l’esilio sull’isola d’Elba, conclusosi con il suo ritorno in Francia durante i “Cento Giorni”, prima della battaglia di Waterloo e l’esilio definitivo a Sant’Elena.

L’incoronazione di Napoleone rappresenta il punto d’arrivo di una carriera fulminea, iniziata scalando le gerarchie militari, fino a ritrovarsi alla guida del popolo francese con il titolo di primo console. Lo storico evento è stato immortalato dal celebre dipinto di Jacques-Louis David, oggi conservato al Louvre di Parigi: “Nel 1804 io fui incaricato dall’imperatore di dipingere la sua incoronazione che ebbe luogo a Notre-Dame - scrive il pittore -. Sua Maestà fece fare espressamente una loggia per me e la mia famiglia, da dove potei vedere bene la funzione; anche il dipinto rappresenta la cerimonia con fedeltà. Io disegnai l’insieme dal vivo, feci separatamente tutti i gruppi principali e stesi delle note per quelli che non ebbi il tempo di disegnare, così si può credere, vedendo il dipinto, di aver assistito alla cerimonia”.