E’ il 21 dicembre del 1900 quando il medico austriaco Karl Landsteiner scopre i gruppi sanguigni, rendendo finalmente praticabile la trasfusione di sangue.

Landsteiner nasce a Vienna nel 1868. A 17 anni riesce ad entrare alla scuola medica dell’ Università di Vienna e solo pochi anni dopo intraprende gli studi che lo porteranno a ricevere il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1930.

Il giovane medico lavora infatti nei più famosi laboratori d’ Europa, dove ha modo di interessarsi all’ immunologia, cominciando a pubblicare diversi articoli su riviste scientifiche, ma è solo nel 1900 che giunge a comprendere come i diversi tipi di sangue umano differiscono nella capacità che ha il siero di agglutinare (cioè riunire in ammassi sedimentati) i globuli rossi. L’ intuizione di Landsteiner rivoluzionerà le conoscenze mediche fino ad allora possedute, portandolo ad individuare tre gruppi sanguigni: A, B e C (in seguito chiamato 0), ai quali i suoi collaboratori aggiungeranno il gruppo AB. Proprio questa reazione di agglutinazione era infatti alla base degli inspiegabili insuccessi nei passati tentativi di trasfusione.

Le sue scoperte vengono presentate in un articolo di fondamentale importanza, che permetterà di salvare centinaia e centinaia di giovani soldati durante la Prima Guerra Mondiale. Sulla base degli studi di Landsteiner, nel 1907 il dr. Reuben Ottenberg, dell’Ospedale Monte Sinai di New York, effettua infatti con successo la prima trasfusione di sangue.

Tra il 1908 e il 1920 Karl Landsteiner pubblica oltre 100 articoli sull’ argomento. Nel 1939 si ritira quindi a vita privata, continuando tuttavia le sue ricerche. Insieme ad Alexander Wiener scopre così il cosiddetto fattore Rhesus o Rh, responsabile, tra le altre cose, dell’ eritroblastosi fetale o malattia emolitica del neonato (MEN), patologia che insorge quando il gruppo sanguino del feto è incompatibile con quello della madre, innescando una pericolosa risposta immunitaria.