Il 21 maggio del 1973, a Roma, morì lo scrittore e poeta milanese Carlo Emilio Gadda, celebre artista del ’900, ricordato per diverse ed importanti opere che hanno segnato la storia della letteratura del XX secolo.

Fra i suoi romanzi più famosi si collocano per certo “Quer Pasticciaccio brutto di via Merulana”, da cui il regista Pietro Germi trasse un film che interpretò come protagonista, e “La cognizione del Dolore”, che si svolge in uno immaginario stato sudamericano.

Lo stesso Gadda, nella sua nota autobiografica in Accoppiamenti giudiziosi, Garzanti, 1963 si raccontava così:

“Carlo Emilio Gadda è nato a Milano quattordici giorni avanti la caduta del Ministero Giolitti, il primo. Vi trascorse un’infanzia tormentata e un’adolescenza anche più dolorosa: fu accolto nelle classi elementari del Comune, ottime. Vi trovò il suo liceo e le sue matematiche. Poi la guerra: la perdita del fratello Enrico, caduto nel ’18. Lavorò in Italia, fuori d’Italia: in Argentina, in Francia, in Germania, nel Belgio. La sua carriera di scrittore incontrò gli ostacoli classici, economici ed ambientali: più quelli dell’era, anzi delle diverse ere che gli toccò di attraversare. Visse dieci anni a Firenze: 1940-1950: gli anni belli, quand’era venuto il bello. Niente Capponcina. Vive nella capitale della Repubblica a quattordici chilometri dal centro, in una casa di civile abitazione, confortato nottetempo dagli ululati dei lupi e lungo tutto il giorno dai guaiti di copiosissima prole, non sua, ma egualmente cara e benedetta. «Che cosa fai tutto il giorno?» gli chiedono le persone indaffarate: «non ti muovi mai?» «No: non mi muovo.»”.