Sono le 8:45 del 24 maggio 1844 quando Samuel Morse trasmette il primo messaggio telegrafico da Washington a Baltimora: “What Hath God Wrought” (“Cosa Dio creò!”), questo il contenuto del primo messaggio della storia delle telecomunicazioni. La riuscita del test favorì la rapida diffusione del telegrafo elettrico – brevettato dall’inventore nel 1840 – e del Codice Morse, aprendo di fatto la strada ad una fitta rete di comunicazione.

Il 24 maggio del 1883 veniva invece inaugurato il ponte di Brooklyn, simbolo incontrastato e il miglior punto d’osservazione dello skyline di Manhattan. Ideato nel 1855 dall’architetto John Augustus Roebling, il ponte aveva la finalità di mettere in comunicazione le due sponde dell’East River, collegando le due città di Brooklyn e New York, all’epoca separate. I lavori di costruzione iniziano nel settembre del 1870: saranno necessari centinaia di operai, 16 milioni di dollari e 13 anni di lavoro per portare a termine quello che verrà salutato come un vero e proprio capolavoro di ingegneria civile, presto definito l’”Ottava Meraviglia del Mondo”. Rimasto per vent’anni il ponte sospeso più lungo del mondo, il ponte di Brooklyn è lungo 1.825 m e largo 25,5; pesa 11.200 tonnellate ed è retto da piloni alti 84 m. Quel giorno, durante la cerimonia di inaugurazione presieduta da Chester A. Arthur, ventunesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, 250 mila persone attraversano il ponte, capeggiate da Emily Roebling nuora di John Roebling, deceduto a causa delle complicazioni seguite ad una ferita in cantiere.

Nel 1543 moriva infine Niccolò Copernico, artefice dell’omonima rivoluzione, con la quale si poneva finalmente il Sole, immobile, al centro del sistema solare e intorno ad esso i vari pianeti, che si muovono lungo orbite circolari. Una teoria che metteva in dubbio oltre un millennio di sapere scientifico, riassunta nell’opera ‘De Revolutionibus Orbium Coelestium’, prezioso punto di partenza per le successive osservazioni ad opera di Galileo e Keplero.