Nel 79 d.C. si verificò la più eclatante eruzione del Vesuvio di tutta la storia. L’evento eruttivo ha profondamente modificato la morfologia del vulcano e ha provocato la distruzione delle città di Ercolano e Pompei, le cui rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo (scopri il film sulla tragedia di Pompei).

La data dell’eruzione del Vesuvio del 79 è attestata da una lettera di Plinio il Giovane all’amico Tacito e corrisponde al 26 agosto.

L’attuale Vesuvio ha un’altezza minore rispetto a quella che aveva in epoca romana, quando i due pendii si univano in un’unica cima. Molti degli abitanti delle città vesuviane non furono in grado di trovare una via di fuga, l’improvvisa e sopraffacente pioggia di cenere e lapilli fece sì che non pochi di loro perissero nelle strade (allarme vulcano in Islanda). Le città stesse scomparvero alla vista, sepolte sotto almeno 10 metri di materiali eruttivi (altri danni durante gli scavi di Pompei).