E’ il 26 marzo del 1893 quando nasce Palmiro Togliatti, leader storico del Partito Comunista Italiano, di cui diviene segretario nel 1927. Convinto antifascista, Togliatti ricopre la carica di vice Presidente del Consiglio tra il 1944 e il 1945, per poi divenire Ministro di Grazia e Giustizia. Membro dell’Assemblea Costituente dopo le elezioni politiche del ’48, propone la “via italiana al socialismo”. Morirà a Jalta nel 1964.

Il 26 marzo 1827 moriva invece Ludwig van Beethoven, figura cruciale della musica colta occidentale, oggi considerato tra i più grandi compositori di tutti i tempi, nonostante la sordità che lo colpì appena trentenne. Modello per moltissimi compositori a lui posteri, Beethoven lascia una produzione musicale straordinaria per forza espressiva e per la capacità di evocare emozioni. Avviato dal padre allo studio della musica in giovanissima età, tra il 1782 e il 1783 compone le sue prime opere per pianoforte: le nove variazioni su una marcia di Dressler WoO 63 e le tre sonatine dette All’elettore. Nel 1789 si iscrive all’Università di Bonn, per poi proseguire gli studi sotto la guida di Joseph Haydn, a Vienna, dove giunge a soli ventidue anni. Terminato il suo apprendistato, Beethoven si dedica alle sue creazioni, si esibisce in numerosi concerti partecipa sovente a tenzoni musicali, che lo consacrano come il primo virtuoso di Vienna. Agli ultimissimi anni del 1700 risale la produzione dei primi capolavori, che già contengono le premesse per le grandi opere della piena maturità. Proprio quando si schiudono per lui le porte di un glorioso percorso artistico, il compositore inizia a prendere coscienza della progressiva sordità, divenuta totale nel 1820. Chiusosi in isolamento, si dedicherà tuttavia con ancora maggiore slancio all’attività compositiva. Il 26 marzo del 1827 Ludwig van Beethoven muore all’età di soli cinquantasei anni. Ai suoi funerali, svoltisi il 29 marzo, parteciperanno circa ventimila persone.