E’ il 27 gennaio del 1945 quando i soldati dell’Armata Rossa abbattono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. Quando l’armata sovietica entra ad Auschwitz, il campo è già stato evacuato: i forni sono stati fatti saltare e i documenti che provano l’Olocausto bruciati. I soldati ucraini trovano circa 7.000 prigionieri. Si tratta dei più debilitati, lasciati indietro dalle SS, che trascinano invece altre 60 mila persone in quella che verrà ricordata come la “marce della morte”, verso i lager dell’Ovest. Nel 2005, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decreta che il 27 gennaio sia celebrato il cosiddetto “Giorno della memoria”, una data dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto e di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il 27 gennaio di 50 anni fa moriva invece il cantautore e attore italiano Luigi Tenco. E’ il 1967 quando viene ritrovato senza vita nella stanza n. 219 dell’Hotel Savoy, a Sanremo, durante la diciassettesima edizione del Festival della canzone italiana. ”Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita” recita l’incipit del biglietto di addio ritrovato nella stanza del cantautore, fresco di eliminazione dal festival ove si era presentato con il brano ‘Ciao amore ciao’. Allora 29enne, Tenco morirà suicida sparandosi alla tempia. I primi a rinvenire il cadavere sono l’amico Lucio Dalla e Dalida con cui, soltanto qualche ora prima, si era esibito al Salone delle feste del Casinò di Sanremo. Per omaggiare il ricordo sempre vivo di Luigi Tenco, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, verrà quest’anno rilasciato un francobollo commemorativo – in 800 mila esemplari – raffigurante un intenso ritratto del cantante. Tra i suoi più grandi successi ricordiamo “Se sta sera sono qui”, “Vedrai vedrai”, “Mi sono innamorato di te”, “Lontanto lontano” e la stessa la stessa “Ciao amore ciao”.