E’ il 28 luglio del 1914 quando, con la dichiarazione di guerra dell’ Impero austro-ungarico al Regno di Serbia, scoppia la prima guerra mondiale. E’ passato un mese esatto dall’ attentato di Sarajevo, in cui perde la vita  l’ Arciduca Francesco Ferdinando, e ormai 3 giorni dalla scadenza dell’ ultimatum austriaco alla Serbia, che accetta solo una parte delle richieste. Con la dichiarazione di guerra, l’ Europa piomba in un incubo che durerà 4 lunghi anni, fino all’ 11 novembre 1918. Le maggiori potenze mondiali (e rispettive colonie) si schierano in due blocchi contrapposti: da una parte Germania, Impero austro-ungarico e Impero ottomano, dall’ altra Francia, Regno Unito, Impero russo e, dal 1915, l’ Italia. Oltre 70 milioni di uomini vengono chiamati alle armi, 9 milioni dei quali cadranno sui campi di battaglia. Alle vittime si aggiungono inoltre quasi 7 milioni di civili. Lo scoppio della guerra segna la fine di un lungo periodo di pace e sviluppo economico, ponendo termine al lungo periodo di stabilità politica iniziato con la sconfitta definitiva della Francia napoleonica.

Il 28 luglio 1987, dopo giorni di piogge sferzanti, 40 milioni di metri cubi di materiale si staccano dal Monte Zandila e investono i paesi di Sant’ Antonio Morignone e Aquilone, frazioni del comune di Valdisotto. E’ il triste epilogo della disastrosa alluvione che 30 anni fa colpiva la Valtellina, provocando 53 vittime, migliaia di sfollati e danni ingentissimi. E’ il 18 aprile quando una frana in Val Tartano investe il condominio “La Quiete”, che viene trascinato a valle abbattendosi a sua volta sull’ albergo “Gran Baita”. Lo stesso giorno il fiume Adda rompe gli argini, allagando numerosi comuni ed interrompendo i collegamenti stradali e ferroviari. Migliaia di persone restarono isolate. 10 giorni dopo, il 28 luglio, ha luogo la disastrosa frana della Val Pola.