E’ il maggio del 1974 quando, a Brescia, un’esplosione uccide 8 persone, ferendone oltre un centinaio durante un comizio indetto dal comitato antifascista. L’attentato terroristico, ricordato come ‘strage di Piazza della Loggia’, è tra i più gravi verificatisi durante gli anni di piombo, assieme alla strage di Piazza Fontana del 1969 (17 morti) e alla strage di Bologna del 1980 (85 morti).

Il 28 maggio 1908 nasceva invece Ian Fleming, padre dell’agente segreto più famoso al mondo: James Bond. Prima di diventare universalmente noto come l’inventore di uno dei personaggi più popolari del cinema e della letteratura moderna, Fleming lavora come consulente finanziario, giornalista per l’agenzia Reuter ed inviato Mosca del Times. Nel 1939 entra quindi nel servizio segreto della Marina britannica, esperienza che ispirerà profondamente la saga dell’agente segreto ‘007’. Scriverà in tutto dodici romanzi e due raccolte di racconti su James Bond, un libro inchiesta sul traffico internazionale di diamanti e un romanzo surreale intitolato Kitty Kitty Bang Bang.

Nel 1980, a Milano, veniva invece assassinato il giornalista e scrittore italiano Walter Tobagi, caduto vittima di un attentato terroristico ad opera delle BR. Verrà freddato con cinque colpi di pistola alle 11:10 del 28 maggio, in via Salaino, a poca distanza da casa. Moriva in questo giorno anche Giorgio Albertazzi (Fiesole, 20 agosto 1923 – Roccastrada, 28 maggio 2016), attore e regista italiano, brillante interprete teatrale, nonché uno dei primi grandi divi televisivi, protagonista di letture poetiche e di sceneggiati di grande successo. Laureato in architettura, si dedica successivamente alla recitazione in fotoromanzi. Debutta in TV nel gennaio 1954, recitando in diretta ‘Romeo e Giulietta’ nel suo programma televisivo ‘La prosa del venerdì’, mentre nel 1949 è in teatro con ‘Troilo e Cressida’ di Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti. Da allora girerà una trentina di film e lavorerà come interprete di sceneggiati televisivi di successo, ma la sua grande vocazione resterà proprio il teatro, dove verrà diretto da registi del calibro di Visconti, De Lullo e Zeffirelli. A coronamento di una straordinaria carriera, nel 2004 il pubblico italiano lo omaggia del Premio Gassman alla carriera.