E’ il 28 novembre 1999 quando, a due anni dal terribile sisma che colpì Umbria e Marche, la splendida Basilica di Assisi riapre a fedeli e turisti. Un miracolo reso possibile da un’equipe di operai, restauratori, storici dell’arte e numerosi volontari che hanno lavorato per 800 giorni al ‘cantiere dell’utopia’. Nessuno credeva infatti che gli ingenti danni provocati dal terremoto del 26 settembre 1997 sarebbero stati risolti a tempi di record.

Quattro le vittime provocate dalla terribile sisma di quel giorno: due religiosi e due tecnici impegnati in un sopralluogo finalizzato a valutare i danni provocati dalle precedenti scosse. Inestimabile, poi, la perdita provocata dal crollo della volta di Cimabue e degli affreschi della prima campata (alcuni dei quali attribuiti a Giotto, come il San Girolamo).

Gli interventi di messa in sicurezza, ricostruzione e restauro della splendida Basilica di San Francesco in Assisi  prendono immediato avvio, a partire dal recupero di oltre 300mila frammenti di affresco sparsi tra le macerie, tra cui il san Matteo del Cimabue. Un lavoro certosino, che oltre i tecnici della Soprintendenza e i restauratori dell’Istituto centrale per il restauro di Roma (Icr), ha coinvolto volontari accorsi ad Assisi da tutta Italia, tra cui gli studenti dei corsi di Conservazione e di Storia dell’arte di Viterbo e Roma.

Si è compiuto un miracolo” dichiarerà Mario Serio, direttore generale del ministero dei Beni e delle attività culturali. Un miracolo reso possibile “dal pieno accordo realizzatosi nella speciale commissione nominata subito dopo il terremoto, tra le componenti tecniche, scientifiche e gestionali; questo è un cantiere interdisciplinare dove il dialogo tra le varie competenze è indispensabile se si vuole che le cose procedano”.

E proprio grazie alla cooperazione e al dialogo, dopo una spesa di 72 miliardi di lire, il 28 novembre 1999 la Basilica di Assisi ha potuto riaprire le sue porte, addirittura in anticipo rispetto ai tempi prefissati.

A presiedere la cerimonia di riconsacrazione dell’edificio è il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato Vaticano, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. All’inaugurazione del 28 novembre seguiranno altri interventi di ripristino delle decorazioni pittoriche, ma quello che doveva essere il ‘cantiere dell’utopia’ si è trasformato in un successo ed un vanto tutto italiano.