E’ il 28 settembre del 1928 quando, nel laboratorio londinese del Saint Mary’s Hospital, Alexander Fleming scopre la penicillina. In questo fortunato giorno, il biologo nota infatti che una cultura batterica era stata contaminata da una muffa. Intenzionato a buttarla, si accorge tuttavia che ove si era sviluppata la muffa, gli staffilococchi non crescevano. Fleming intuisce così che i funghi del Penicillium notatum contenuti nelle muffe producono un potente antibiotico naturale: la penicillina. Il batteriologo riesce in seguito a dimostrare l’azione di questa muffa nei confronti di diversi batteri, riportando tuttavia scarsi successi per quanto riguarda l’estrazione della sostanza battericida dalla muffa stessa. L’uso della penicillina inizierà infatti a diffondersi solo a partire dagli anni Quaranta, grazie al lavoro svolto prima in Inghilterra, quindi negli Stati Uniti, dal patologo australiano Howard Walter Florey e dal biochimico di origine russa Ernst Boris Chain. Nonostante le numerose difficoltà  incontrate, la portata della scoperta sarà tale da valere a Fleming, Florey e Chain il premio Nobel per la Medicina nel 1945 “per la scoperta della penicillina e dei suoi effetti curativi in molte malattie infettive”.

Il 28 settembre del 1924 nasceva invece Marcello Mastroianni, uno degli interpreti italiani più conosciuti ed apprezzati all’estero, specialmente a cavallo degli anni Sessanta e Settanta. Dopo alcune collaborazioni con piccole compagnie di dilettanti, l’esordio ufficiale di Mastroianni come attore teatrale risale al 1948, quando Luchino Visconti lo scrittura per in Rosalinda o Come vi piace. All’inizio degli Cinquanta, Mastroianni inizia quindi a dedicarsi al cinema, recitando in alcune commedie neorealistiche. La consacrazione in qualità di star internazionale giunge tuttavia nel  1960, quando veste i panni di  Marcello Rubini in La dolce vita (1960), capolavoro di Federico Fellini. Durante la sua lunga carriera, Mastroianni verrà guidato da registi del calibro di De Sica, Monicelli, Risi, Petri, Visconti, Antonioni e Ferreri, lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori interpreti del tempo, tra cui Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Più volte candidato all’Oscar, tra i tanti riconoscimenti ottenuti ricordiamo 2 Golden Globe, 2 Premi BAFTA, 8 David di Donatello, 8 Nastri d’argento, 5 Globi d’oro e un Ciak d’oro.