E’ il 29 maggio del 1953 quando il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norkay raggiungono per la prima volta la vetta dell’Everest, la montagna più alta al mondo, appartenente alla catena dell’ Himalaya e situata al confine tra Cina e Nepal. Si tratta dell’ ultima delle grandi conquiste geografiche sul nostro pianeta, fortemente sostenuta dal governo britannico attraverso il Joint Himalayan Committee, formato dall’A lpin Club e dalla Royal Geographical Society. Nonostante i numerosi tentativi, quella di Hillary e Norgay è la prima missione a riuscire nell’ impresa: formata da 15 esperti alpinisti e guidata dal colonnello John Hunt, la spedizione parte da Katmandu, in Nepal, dove, ai primi di marzo, affluiscono venti sherpa scelti, guidati da Tenzing Norgay, allora considerato il miglior sherpa alpinista di tutto il mondo. Per raggiungere l’ agognata vetta viene scelta la coppia formata da Tom Bourdillon e Charles Evans, che il 26 maggio arriva a soli 100 metri dall’ obiettivo, ma è costretta a desistere per mancanza di ossigeno. Hillary e Norgay decidono quindi di fare un secondo tentativo, salendo dal Colle Sud e riuscendo a raggiungere la vetta alle ore 11.30 del 29 maggio. I due rimangono in cima alla montagna più alta del mondo per circa 15 minuti, durante i quali scattano alcune fotografie, seppelliscono biscotti e cioccolato in segno di gratitudine e piantano una piccola croce in mezzo alla neve, per poi essere costretti ad iniziare la discesa a causa della mancanza di ossigeno.

Il 29 maggio del 1917 nasceva invece John Fitzgerald Kennedy, passato alla storia come il più giovane Presidente della storia degli Stati Uniti, nonché primo Presidente cattolico, oltre che per la tragica morte avvenuta a Dallas, in Texas, il 22 novembre del 1963 per mano di Lee Harvey Oswald.