E’ il 30 marzo del 1791 quando il governo rivoluzionario francese adotta ufficialmente il metro come unità di misura: «L’Assemblea Nazionale, considerando che per arrivare a stabilire l’uniformità dei pesi e delle misure […] è necessario fissare un’unità di misura naturale ed invariabile […] decreta che sia adottata la grandezza del quarto di meridiano terrestre come base del nuovo sistema di misure.» Con quest’atto ufficiale, la Francia definisce quindi il metro come decimilionesima parte del quarto di meridiano, dal polo Nord all’equatore. Studi successivi evidenziano però che la lunghezza del quarto terrestre è di 10 001 957 metri anziché 10 000 000, così nel 1799 viene creato il primo campione standard in platino. Nel 1889, l’incertezza nella definizione del metro porta quindi il Bureau international des poids et mesures (BIPM) a ridefinire il metro come la distanza tra due linee incise su una barra campione di platino-iridio, conservata a Sèvres presso Parigi. Dal 1983, con la XVII Conferenza generale di pesi e misure, il metro è infine definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in 1/299 792 458 di secondo. In Italia, il metro viene introdotto nel 1796, ad opera di Napoleone, mentre nel 1889 la Convention du Mètre porta all’istituzione del Sistema internazionale di unità di misura, oggi utilizzato in tutto in mondo ad eccezione di Stati Uniti, Liberia e Birmania.

Il 30 marzo del 1853, a GrootZundert, Olanda, nasceva invece Vincent Van Gogh. Autore di circa novecento dipinti ed altrettanti disegni, il genio di Van Gogh influenzerà in modo profondo l’arte del XX secolo, sebbene al momento della morte, avvenuta nel 1890, i suoi lavori non godessero ancora di grande considerazione. Nel 1886, Van Gogh, si trasferisce a Parigi ed entra così in contatto con i pittori impressionisti, tra cui Monet, Renoir, Degas e Gauguin del quale diventa amico e che contribuiranno ad un profondo rinnovamento della sua arte. Nel 1888 si trasferisce quindi ad Arles in Provenza, dove dipinge quasi 200 quadri. Le sue condizioni di salute iniziano tuttavia a peggiorare ed il pittore alterna lunghi periodi di ricovero a momenti di intensa produzione. Morirà il 29 luglio del 1890, a causa di un ferita d’arma da fuoco, probabilmente autoinferta.