Il 4 agosto 1944 la Gestapo fa irruzione nell’alloggio segreto della famiglia Frank, in seguito ad una segnalazione da parte di una persona che non è mai stata identificata. Tra i sospettati vi è un magazziniere della ditta di Otto Frank (unico superstite della famiglia), Willem Van Maaren. Anna nel Diario, in data giovedì 16 settembre 1943, afferma esplicitamente che Van Maaren nutriva dei sospetti sull’Alloggio segreto, e lo descrive come “una persona notoriamente poco affidabile, molto curiosa e poco facile da prendere per il naso” (scopri dove si trova l’albero di Anna Frank) .

Gli otto clandestini vennero arrestati e trasferiti al quartier generale della SD, in Euterpestraat ad Amsterdam poi nella prigione di Weteringschans e dopo tre giorni l’8 agosto al campo di smistamento di Westerbork. Due persone che avevano aiutato la famiglia a nascondersi, Miep Gies e Bep Voskuilj, presenti al momento dell’arresto, scapparono mentre la polizia arrestava i clandestini (restando nei paraggi della palazzina); dopo la partenza della polizia tornarono alla palazzina mettendo al sicuro più materiale possibile (tra cui il Diario), prima del ritorno della polizia per la perquisizione (il nazismo ora anche su internet).