Martin Luther King, pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili, è stato assassinato proprio il 4 aprile di 46 anni fa. Il suo nome viene da sempre accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader della non violenza della cui opera King è stato un appassionato studioso, ed a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta non violenta.

Il premio Nobel per la pace, al momento della sua uccisione, si trovava da solo sul balcone al secondo piano del motel Lorraine a Memphis. Venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa, un proiettile calibro 30-06; subito dopo fu ritratto in una foto di Joseph Louw: unico giornalista rimasto dopo che il giorno precedente avevano tutti abbandonato la città, stava preparando un documentario sul pastore.

Venne soccorso fra gli altri anche da Marrell McCullough, agente di polizia, che cercò inutilmente di tamponare la ferita. Trasportato al St. Joseph’s Hospital, i medici constatarono un irreparabile danno cerebrale, la sua morte venne annunciata alle 19:05 dello stesso nefasto giorno.

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