E’ il 4 maggio del 1949 quando il Fiat G.212, della compagnia aerea ALI, si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga con a bordo l’intera squadra del Grande Torino. Nessuno dei  31 passeggeri sopravvive all’impatto. L’incidente è oggi ricordato come “Tragedia di Superga” e viene commemorato con le celebrazioni della “giornata mondiale del giuoco del calcio”, proclamata dalla FIFA nel 2015. Vincitrice di cinque scudetti consecutivi, il Grande Torino costituiva allora la quasi totalità della Nazionale italiana. La squadra era reduce da un’amichevole con il Benfica e stava rientrando a casa da Lisbona. Decollato alle 9:40 di mercoledì 4 maggio, il volo era atteso all’aeroporto di Torino-Aeritalia per le 17:30. Quasi giunto a destinazione, il comandante del velivolo, il tenente colonnello Meroni, viene avvertito che la situazione meteo su Torino è pessima: nubi basse, rovesci di pioggia, forte libeccio con raffiche e visibilità orizzontale  pari a 40 metri. Alle 17:03, l’aereo del Grande Torino inizia le manovre per allinearsi alla pista di atterraggio, eseguendo una virata a sinistra. Si ipotizza che a causa del forte vento abbia subito una deriva verso dritta, entrando in rotta di collisione contro il terrapieno posteriore della basilica di Superga. Alle 17:05 la torre di controllo cerca di mettersi in contatto con il velivolo, senza tuttavia ricevere risposta. Quell’anno il Torino viene proclamato vincitore del campionato a tavolino: per le restanti quattro partite, gli avversari, così come il Torino, schierano le formazioni giovanili. Il giorno dei funerali, quasi un milione di persone scende in piazza dare l’ultimo saluto ai giocatori.

Solo pochi anni dopo, il 4 maggio del 1953, Ernest Hemingway vinceva invece il Pulitzer con “Il vecchio e il mare”, riconoscimento che l’anno seguente lo porterà dritto al  Nobel per la Letteratura, assegnatogli “per la sua maestria nell’arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l’influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo”. Pubblicato sulla rivista Life nel 1952, il romanzo vende oltre 13 milioni di copie ed è oggi considerato il capolavoro assoluto dello scrittore statunitense.