Un vero e proprio collegamento artificiale tra due Oceani, quello Atlantico e quello Pacifico. Questo è il canale di Panama, aperto proprio il 7 giugno di un secolo fa. Un corridoio sull’acqua di 81,1 km con una profondità massima pari a 12 m, ed una larghezza che va tra i 240 e i 300 m nel lago Gatún, mentre è di 90–150 m nel tratto del taglio della Culebra.

La sua esistenza muove tutta l’economia dello stato di Panamà, permettendo alle navi dirette ai porti del Pacifico e dell’Atlantico di circumnavigare l’America meridionale riducendo i tempi di percorrenza a massimo 12 ore.

Nel 2009, 14.342 navi hanno attraversato il canale, trasportando 198.014.288 tonnellate di cargo. Le navi che attraversano il canale non possono superare i 292,68 metri di lunghezza e i 32,31 metri di larghezza a causa delle massime dimensioni delle “conche” le quali, nel senso della lunghezza, sono limitate dalle porte di comunicazione tra le conche stesse. Questo limite verrà superato nel 2014, a termine dell’espansione del canale ad opera di un consorzio a cui partecipa anche l’italiana Impregilo.

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