E’ il 7 marzo del 1876 quando Alexander Graham Bell deposita il brevetto del primo telefono. Pochi giorni dopo, a Boston, verrà effettuata la prima conversazione telefonica ufficiale: “Venga qui Watson, per favore. Ho bisogno di lei!”, queste la parole pronunciate da Bell in quello storico 10 marzo 1876. Nel giro di pochi anni, il celebre ingegnere e inventore statunitense avvierà la Bell Telephone Company, da cui avrà origine la moderna AT&T (American Telephone and Telegraph), una delle più importanti industrie delle telecomunicazioni d’America. Nonostante la disputa con l’italiano Meucci, il quale, non potendo permettersi il brevetto definitivo, nel 1871 aveva depositato un brevetto temporaneo per il suo telettrofono, la paternità del moderno telefono è stata attribuita a Bell fino al 2002. E’ tuttavia in quell’anno che il Congresso degli Stati riconosce proprio ad Antonio Meucci la celebre invenzione, per la quale aveva fornito le prime dimostrazioni già nel 1860, pur non avendo mai sufficienti fondi per avviarne la commercializzazione.

Quasi un secolo prima, il 7 marzo 1785, nasceva invece Alessandro Manzoni, il cui capolavoro, “I promessi sposi”, è tutt’oggi considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana. Frutto di una relazione extra-matrimoniale tra Giulia Beccaria e Giovanni Verri, Manzoni viene riconosciuto dal marito di lei, Pietro, prendendone il cognome. Nel 1805 si trasferisce a Parigi con la madre, dove entra in contatto con la cultura illuminista. Rientrato a Milano, si innamora di Enrichetta Blondel, che diverrà presto sua moglie e dalla quale avrà ben dieci figli. I seguenti vent’anni sono per Manzoni i più prolifici: compone, tra gli altri, “La Pentecoste”, la tragedia “l’Adelchi”, le odi “Marzo 1821″ e “Cinque Maggio” ed avvia la stesura del romanzo “Fermo e Lucia”, uscito nel 1827 col titolo “I promessi sposi”. Considerato ormai il letterato italiano più rappresentativo del secolo, Manzoni muore il 22 maggio 1873, venendo ancora oggi ricordato come padre della lingua italiana moderna.

Sempre in tema di eccellenze italiane, ricordiamo infine la nascita di Anna Magnani, avvenuta il 7 marzo 1908. Tra le maggiori interpreti femminili della storia e figura chiave del neorealismo italiano, lavorerà, sia a teatro che sui set cinematografici, con personalità del calibro di Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, di cui si ricorda il celebre film “Roma città aperta” (1945), Pier Paolo Pasolini, Franco Zeffirelli, Giancarlo Menotti e Federico Fellini, vincendo, nel 1955, il premio Oscar per la sua interpretazione in “La rosa tatuata, di Daniel Mann.