E’ il 7 settembre 1927 quando, a due anni dall’ invenzione di Baird, l’ americano Philo Farnsworth progetta il primo televisore elettronico della storia. In grado di trasmette le immagini in maniera del tutto simile a quella dei più recenti televisori a tubo catodico, il prototipo prende vita nel laboratorio di San Francisco e, a differenza del precedente sistema meccanico, prevede che sia l’ apparecchio di ripresa delle immagini, che quello di trasmissione delle stesse, siano dotati di un dispositivo elettronico.

Il 7 settembre 1962 moriva invece la scrittrice danese Karen Blixen (il cui vero nome è Karen Christence Dinesen), ancora oggi ricordata come una delle più grandi letterate del Nord ed universalmente nota per l’ opera “La mia Africa”, una sorta di diario intimo, in cui l’ autrice racconta i suoi anni passati in Kenya, i suoi rapporti con la natura e con i nativi del posto. Una volta sposata, la Blixen lascia infatti la Danimarca per trasferirsi in una grande piantagione nei pressi di Nairobi, di cui, anche dopo il divorzio dal marito, continuerà ad occuparsi. Nel 1931, una grave crisi del mercato del caffè la costringerà tuttavia a chiudere la fattoria e far ritorno alla casa paterna, dove, da quel momento, si dedica con intensità alla scrittura. Malgrado la grande nostalgia per l’ Africa, la scrittrice non vi farà mai ritorno, soprattutto a causa delle precarie condizioni di salute, che la costringono a lunghi ricoveri ospedalieri. Ormai impossibilitata a lavorare alla scrivania, negli ultimi anni di vita sarà la fedele segretaria a trascrivere i romanzi della Blixen, spentasi nel 1962, all’ età di soli settantasette anni. Nonostante diverse candidature al Premio Nobel per la letteratura, Karen non lo vinse mai, benché lo stesso Hemingway, al momento della consegna, sostenne che anche lei avrebbe meritato il medesimo riconoscimento.